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24 giugno 2006
questo è il giorno in cui una vita finisce e tante altre cambiano radicalmente. E' una data indimenticabile per me. Alle ore 14.38 lasciava questa terra mio fratello Pierpaolo, 22 anni da compiere il 29 Giugno, un ragazzo a cui tanti hanno voluto bene per il suo modo di fare spontaneo e sincero, un fratello che ho riscoperto già grande quando ho deciso di portarlo con me a lavorare e che ho perso nel momento più bello e nel modo più brutto. Il momento bello è riferito al mio bambino che dovrà nascere a Settembre e che anche lui aspettava con trepidazione. Il modo in cui ci ha lasciati invece è un modo brutale: investito da un autocarro dopo essere caduto con lo scooter per cause che ancora devono essere chiarite. Il fatto che la dinamica dell'incidente sia poco chiara è per me e la mia famiglia motivo di altro e profondo dolore, sia per l'omertà che circonda tutta la vicenda sia per l'incredibile incompetenza e lo scarso impegno delle persone impiegate nelle indagini.
Sebastiano
Scritto il 10/09/06
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Quello che segue è tutto ciò che sappiamo sull'incidente che ha ucciso Pierpaolo. Alcune cose sono tratte da documenti ufficiali ed ufficiosi, altre derivano da colloqui informali con gli infermieri del 118, con l'autista del camion e con altre persone che hanno assistito a quello che è avvenuto dopo l'incidente.
Iniziamo: Via di Brava, alle 14.38 Pierpaolo è sotto il camion. L'orario è quello riportato dal cronotachigrafo dell'autocarro e che ci è stato confermato dai vigili urbani. Il cronotachigrafo riporta anche la velocità del camion al momento dell'incidente: tra i 50 e i 55 chilometri orari (il limite in Via di Brava è di 30). Il camion è leggermente intraversato verso destra ed ha la ruota anteriore destra fuori dalla carreggiata. Quelli del 118 ed il camionista ci hanno detto che la posizione del camion derivava dal fatto che il camionista ha tentato di evitare l'impatto con Pierpaolo; in realtà la posizione è dovuta al fatto che il camion usciva da una curva a destra durante la quale aveva invaso completamente la corsia di Pierpaolo. Quindi rientrava nella sua corsia di percorrenza, per quello era intraversato verso destra.
Da quanto ci hanno riferito gli infermieri del 118 e dal fatto che ci sono delle lievi macchie di sangue sull'asfalto, il corpo di Pierpaolo era tra la ruota anteriore destra e la prima coppia di ruote posteriori del camion (che ha tre assi posteriori, di cui solo due erano a terra) a circa 30 centimetri dalle posteriori. Il camion aveva il paraurti anteriore sinistro rotto, quindi supponiamo che durante la caduta Pierpaolo sia entrato sotto il camion rompendo, probabilmente con il casco, il paraurti dell'autocarro, sia stato investito dalla ruota anteriore sinistra e poi, non è chiaro come, sia stato spinto fino all'altro lato del camion. Già capire come il corpo di Pierpaolo sia finito lì è difficile, ma questa è solo la prima delle tante cose che non riusciamo a spiegarci!!
Come detto, l'incidente è avvenuto alle 14.38 mentre i soccorsi sono stati chiamati alle 14.57, come risulta ufficialmente dal verbale del 118. I minuti di ritardo sono ben 19 (diciannove). Di certo Pierpaolo è morto sul colpo o poco dopo, ma questo non cambia il colpevole ritardo nella chiamata. Ma non basta: la chiamata non è stata effettuata dall'autista del camion, non l'hanno fatta nemmeno i Carabinieri di una volante che passava di lì subito dopo l'incidente ( e che forniscono una versione del loro intervento che ha dell'incredibile), né dalla gente accorsa ma tenuta ben distante dal luogo. L'unica cosa certa è che sul verbale del 118 risulta sconosciuto il chiamante. I carabinieri hanno chiamato il 118 solo verso le 15.00 e fortunatamente hanno rettificato la posizione dell'incidente che chi ha chiamato in precedenza aveva data errata. Alle domande dell'operatore del 118 chi ha chiamato ha risposto con tanti "non so": gli hanno chiesto se era vivo, se respirava, se aveva riflessi e a tutte queste domande ha risposto "non so". Evidentemente era qualcuno che non era sul luogo dell'incidente: bastava poco a capire che molto probabilmente Pierpaolo era morto!
Anche per queste imprecisioni, l'ambulanza che è partita dall'Aurelia Hospital è uscita senza un medico a bordo ma solo con infermieri!! Quando alle 15.03 è arrivata l'ambulanza sul posto, i paramedici del 118 hanno dovuto faticare per estrarre il corpo di Pierpaolo. Non perchè fosse incastrato, ma perchè, come detto, era sul lato destro del camion, cioé quello che era finito fuori dalla carreggiata e toccava un folto cespuglio di rovi. Quindi un infermiere si è dovuto infilare sotto il camion per trascinare Pierpaolo all'aperto. Fatto questo, gli infermieri hanno potuto verificare la presenza di segni di pneumatico sull'addome e fratture scomposte agli arti superiori ed inferiori. Hanno quindi controllato le funzioni vitali e non ne hanno trovate. Nonostante tutto questo, hanno tentato di rianimarlo!!! Ovviamente non ci sono riusciti: Pierpaolo era morto. La prassi a questo punto prevede che il corpo non venga rimosso, che si attenda l'intervento di un magistrato per il coordinamento delle indagini e l'arrivo di un medico legale che accerti la morte (ricordiamo che sull'ambulanza non c'era un dottore!). Invece cosa accade? Accade che Pierpaolo viene caricato sull'ambulanza e portato all'Aurelia Hospital, dove viene dichiarato deceduto alle 15.15. 
Scritto il 10/09/06
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Siamo arrivati alle 15.15, quando Pierpaolo viene dichiarato morto all'ospedale, ma dobbiamo tornare alle 14.50, ora in cui i Carabinieri dicono essere arrivati. Così risulta dalla relazione dei carabinieri intervenuti e questo è il riassunto di ciò che sappiamo sul loro operato e tra parentesi ho messo dei miei commenti:
loro si trovavano a qualche decina di metri dietro il camion, quindi non hanno visto in diretta l'incidente, ma sono giunti quando l'autista del camion stava scendendo dal mezzo (ma se l'incidente è avvenuto alle 14.38 e loro sono arrivati alle 14.50, significa che l'autista del mezzo è rimasto in cabina per 12 minuti!). Subito si sono messi alla ricerca del corpo di Pierpaolo (il camionista, con il quale abbiamo parlato alcuni giorni dopo i fatti, ci ha riferito di aver avvertito chiaramente sobbalzare il camion e quindi di essere certo, ancora prima di scendere dal camion, di avere investito mio fratello; uno che viene investito da un mezzo di 12 metri e di 12 tonnelate, secondo voi dove può trovarsi se non sotto il camion?) e lo hanno trovato dopo quasi 10 minuti (mio fratello era alto 1 metro e 77 e pesava 90 Kg, quasi invisibile), infatti alle ore 15.00 risulta una chiamata al 118 effettuata dal 112 (ma qualcun'altro aveva già chiamato alle 14.57).
Questo il resoconto dei carabinieri.
Vogliamo passare a quelli del 118? Chiamati alle 14.57 non si sa bene da chi, arriva l'ambualza alle 15.03. Come detto non si rilevano segnali di vita, provano la rianimazione che non va a buon fine. D'accordo con i carabinieri, caricano il corpo e se ne vanno all'Aurelia Hospital. Arrivano alle 15.10 circa e lì Pierpaolo è dichiarato morto alle 15.15, dopo l'ennesimo controllo delle funzioni vitali (meno male che non hanno tentato di rianimarlo di nuovo). Io e mia madre ariviamo all'ospedale alle 18.10 ( e poi spiegherò perchè siamo arrivati 3 ore dopo) e subito ci fanno entrare e sedere per darci la notizia che già sapevamo da 15 minuti. Mentre siamo nel pronto soccorso dell'ospedale mi arriva la chiamata dei vigilli urbani e siamo alle 18.20. Dopo un breve giro di telefonate, il piazzale del pronto soccorso è pieno di amici e parenti. Siamo tutti lì a chiderci come è avvenuto l'incidente e proprio in quel momento arriva l'equipaggio dell'ambulanza che aveva raccolto Pierpaolo, quindi chiediamo a loro qualche spiegazione. Tutto ciò che riusciamo a sapere è che il camionista ha fatto di tutto per evitare l'incidente (vedere il precedente post per capire). Riesco a vedere mio fratello per il riconoscimento alle 19.00, dopo l'arrivo di un funzionario dell'ospedale e di due vigili urbani (che non erano quelli che hanno fatto i rilevamenti). Restiamo all'ospedale fino alle 22.30.
Il sabato successivo io, mia sorella e mio cognato Antonio torniamo all'ospedale per chiedere i vestiti di Pierpaolo e per parlare sia con la dottoressa che era di turno il 24 Giugno sia con gli operatori del 118.
La dottoressa, molto gentile e comprensiva, ci fa accomodare e ci dice che le dispiace molto non aver potuto fare nulla perchè Pierpaolo era già morto da un pò ed aveva segni di investimento sull'addome e fratture agli arti tali da rendere la morte praticamente istantanea.
Gli operatori del 118 invece ci sono sembrati un pò scocciati del disturbo che stavamo arrecando al loro giusto riposo nello stanzino dove attendono le chiamate di soccorso. Hanno comunque risposto ad alcuni nostri dubbi. Ad esempio ci hanno spiegato la posizione del corpo di Paoletto al momento del loro arrivo, ci hanno raccontato delle difficoltà incontrate nell'estrarlo da sotto il camion, ci hanno confermato che le ferite erano gravi e che i segni vitali erano assenti. Sono stati più vaghi invece sul perchè abbiano caricato sul loro mezzo un corpo senza vita. Si sono giustificati dicendo che non avevano un medico con loro e che quindi serviva un dottore per emettere il certificato di morte (per questo si dovrebbe attendere il medico legale sul luogo dell'incidente!).
Scritto il 10/09/06
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ATTENZIONE: IN PROCURA PREPARANO IL COLPO DI SCENA!!
IL PUBBLICO MINISTERO (CHE IN UN PROCEDIMENTO NORMALE COSTITUISCE L'ACCUSA), ANCORA PRIMA DI RICEVERE LA PERIZIA DEL MEDICO LEGALE, HA GIA' DECISO DI ARCHIVIARE IL FASCICOLO.
IN ITALIA SIAMO ARRIVATI A DISPREZZARE LA VITA UMANA E A PREMIARE I CRIMINALI.
DOPO L'INDULTO ECCO SUL PIATTO L'ARCHIVIAZIONE DI PROCEDIMENTO PER UN OMICIDIO CHE APPARE INVECE MOLTO CHIARO.
MIA MADRE E' STATA SOCCORSA IERI DAVANTI ALL'UFFICIO DEL PM PERCHE' HA AVUTO UN COLLASSO QUANDO HA SAPUTO QUESTA NOTIZIA. NON SOLO HANNO UCCISO SUO FIGLIO, IL SUO ASSASSINO NON VERRA' NEANCHE RINVIATO A GIUDIZIO! NON SI VUOLE PERMETTERE AD UN GIUDICE DI ESAMINARE IL CASO E DI COMMINARE CONDANNE. A NOI SEMBRA FUORI DALLA REALTA'.
Scritto il 19/09/06
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A questo punto possiamo andare un pò avanti.
I vigili urbani, che sono le forze di polizia deputate a fare i rilievi per gli incidenti all'interno del G.R.A., arrivano verso le 15.15. Sono solo due: un tenente specializzato in edilizia ed una agente appena assunta. Effettivamente dobbiamo sottolineare che si tratta della migliore squadra possibile per rilevare le tracce di un incidente mortale.
Fatti i rilevi (e non voglio immaginare in che modo), raccolta la testimonianza del camionista, del suo figlioccio (che era a bordo del camion) e di un testimone, che a detta dei vigili non ha visto nulla, i due agenti hanno la brillante idea di far spostare i mezzi dal luogo dell'incidente al parcheggio della Metro Cash&Carry in Via del Pescaccio. Questo comporta il fatto che quando io e mia madre arriviamo in Via di Brava (le 17.40) non riusciamo ad individuare il luogo dell'incidente, quindi non possiamo vedere la reale posizione dei mezzi e farci un'idea della dinamica. Anche per questo motivo, la mia famiglia affida subito l'incarico ad uno dei più famosi periti infortunistici di Roma di fare i rilievi dell'incidente. Il giorno dopo, ossia il 25 Giugno, io, mio cognato ed il nostro perito, ci troviamo in Via di Brava per effettuare i rilievi e subito risulta evidente dalle tracce di frenata che l'autocarro (ricordiamolo: un bestione di 12 metri e 12 tonnellate di stazza) procedeva ad alta velocità e che per passare sulla curva precedente l'incidente doveva aver invaso la corsia di Pierpaolo. Mentre facevamo questi rilievi abbiamo visto passare un'auto dei vigili urbani con all'interno un uomo ed una donna che sono sembrati molto interessati a quello che stavamo facendo. E questo interesse si è concretizzato poi lo stesso giorno e nei giorni seguenti: la polizia municipale, ed in modo particolare i due agenti che avevano fatto i rilievi il giorno dell'incidente, è tornata per fare supplementi di indagine almeno 10 (dieci) volte. 
Scritto il 25/09/06
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24/06/2006 ORE 14.38 L'incidente è avvenuto e Pierpaolo è sotto il camion. arrivano subito i carabinieri che seguivano a poche centinaia di metri il camion stesso. 
Bloccano immediatamente la strada e sono aiutati in questa operazione anche da alcuni agenti della scuola di polizia penitenziaria che è appena a 200 metri in linea d'aria. La presenza degli agenti penitenziari è confermata da persone che sono sopraggiunte dopo l'incidente, tra cui anche un autista dell'autobus 088. La vicinanza della scuola di polizia penitenziaria è un fatto molto importante. Infatti bisogna dire che tutto il perimetro della caserma è ovviamente controllato attraverso telecamere, alcune delle quali riprendono scorci di strada. Quando però abbiamo chiesto, sia di persona che attraverso il magistrato, di visionare i filamti di quelle telecamere, la risposta della scuola di polizia penitenziaria è stata la seguente: LE TELECAMERE IL 24 GIUGNO ERANO TUTTE GUASTE. Quei filmati erano importanti perchè ci avrebbero aiutato sia a confermare tutti gli orari, sia a capire se l'autista del camion ci aveva detto la verità, affermando che forse Pierpaolo era caduto perchè un'automobile bianca l'aveva sorpassato tagliandogli la strada poco prima di cadere. Quindi questa specie di difesa da parte dell'autista non può trovare riscontro.
Ovviamente abbiamo cercato di parlare con gli agenti della scuola di polizia penitenziaria che erano intervenuti, ma ci è stata negata anche questa possibilità. Per cui abbiamo affisso un cartello con la foto di mio fratello fuori dalla caserma, con la richiesta di essere contattati da chi avesse avuto informazioni da darci. Non ha chiamato nessuno; abbiamo solo ricevuto alcune telefonate nel cuore della notte. Quindi omertà totale.
Tutti questi fatti avversi ci hanno fatto però insospettire a tal punto da formulare una ipotesi: dato che alla scuola di polizia penitenziaria si recano continuamente autorità di vario livello, tutte con la loro bella auto blu, è possibile che invece di essere bianca l'auto che ha tagliato la strada a Pierpaolo fosse proprio blu?
Per toglierci questo dubbio è stata presentata una istanza al P.M. in cui si richiedeva il registro di ingresso e di uscita delle auto dalla caserma. Ancora dobbiamo ricevere risposta, ma sembra che le auto blu non vengono registrate ne all'ingresso ne all'uscita per motivi di sicurezza (antiterrorismo).
E il dubbio rimane.
Ho l'impressione che più scrivo e più ci sia da scrivere! Vi dico solo che ancora dobbiamo parlare del magistrato che ha in mano l'indagine (spero di non finire in galera per quello che dirò), del deposito dove è sequestrata la moto e del deposito dove era sequestrato il camion e ancora altro. Non avete letto male...la moto è ancora sequestrata dopo quasi 4 mesi, mentre il camion è stato dissequestrato il 7 luglio, appena 13 giorni dopo l'incidente. Ovviamente è già stato revisionato e riverniciato, senza che nessun perito del tribunale sia andato a visionarlo. Non sembra incredibile? Come tutto il resto d'altronde.
Scritto il 12/10/06
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Oggi è il primo anniversario della morte di mio padre Vincenzo. Sembra ieri e allo stesso tempo sembrano passati 10 anni. In un anno la nostra vita è stata stravolta.
Voglio ricordare mio padre per quello che era, senza enfatizzare troppo i suoi lati positivi: era un uomo buono, un pò burbero ma, una volta conosciuto, era veramente d'oro, per la famiglia e gli amici avrebbe dato la vita. In questo somigliava molto a Pierpaolo.
Gli sono molto riconoscente per tutto il tempo che mi ha dedicato quando da bambino giocavo a calcio e lui si svegliava presto anche la domenica (l'unico giorno in cui poteva riposare avendo un negozio) per portarmi in giro per Roma sui vari campi sportivi.
Sono felice di aver avuto la possibilità di conoscerlo e di lavorarci assieme quando ancora era in buona salute, fortuna che Pierpaolo non ha avuto; infatti mio padre ha cominciato il suo calvario nel 1993 con il primo infarto e già nel 1997 era ridotto molto male. Fatto sta che Pierpaolo si rammaricava del fatto di non avere ricordi del padre in salute e di non ricordare quando papà lo portava in giro ed alle giostre. Adesso spero fortemente che siano insieme stiano recuperando tutto il tempo che la vita terrena ha rubato loro. Questo era uno dei più grandi desideri di Pierpaolo che sulla sua agenda del lavoro ha scritto: Papà sarai sempre con me.
Grazie Papà, arrivederci.
Scritto il 06/11/06
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Dopo tanto tempo voglio continuare nel racconto della Storia e lo faccio parlando dei depositi giudiziari. Dopo l'incidente sia la moto che l'autocarro vengono posti sotto sequestro dalle autorità giudiziarie (i vigili urbani) che decidono di inviare la moto al deposito di Ponte Galeria ed il camion al deposito sulla Via Ostiense. Come già detto, il giorno seguente l'incidente la mia famiglia ha nominato uno dei più importanti periti infortunistici di Roma per fare i rilievi. Ovviamente i rilievi comprendono anche lo studio dei mezzi coinvolti nell'incidente. Per questo presentiamo l'istanza per vedere sia la moto che il camion, istanza che viene accettata il 5 Luglio. Quindi io stesso mi reco con il perito al deposito sulla Ostiense per vedere l'autocarro e qui succede una cosa imprevedibile e fuori dalla realtà. I responsabili del deposito ci fanno entrare per vedere il mezzo ma non autorizzano l'uso della macchina fotografica. Questo perchè, molto scrupolosamente, ci fanno notare che l'autorizzazione concessa dal pubblico ministero parla di "visione del mezzo" e non di "ripresa fotografica". Sarebbe come dire che se ci si reca dal medico con una ricetta per una visita, il medico non vi tocca neanche con un dito perchè sulla ricetta si parla solo di "visita", quindi di "controllo visivo" non di "manipolazioni". Lo stesso perito, che di sopralluoghi del genere ne ha fatti migliaia, rimane basito e non sa spiegarsi il comportamento così puntiglioso dei responsabili del deposito. Responsabili che il nostro perito conosce benissimo e nei quali nota un certo imbarazzo nell' opporsi alle foto del mezzo, come se non dipendesse da loro ma da ordini "superiori". Per risolvere la questione facciamo un giro di chiamate per farci recapitare l'autorizzazione anche per le foto, ma l'ufficio del PM è chiuso e bisogna rimandare. In merito riceviamo anche delle rassicurazioni da parte del responsabile del deposito, che ci dice le testuali parole: "non abbiate fretta, potete venire anche lunedì prossimo (10/7/2006) per le foto, tanto i mezzi sequestrati per omicidio rimangono anche per dei mesi prima di essere dissequestrati". Sollevati da questa precisazione, mi do appuntamento al lunedì successivo con il perito per tornare a fotografare il camion. Il giorno dopo, il 07/07/2006, mi reco con l'avvocato presso la ditta PORCACCHIA TRASLOCHI proprietaria dell'autocarro per parlare con un responsabile e cercare di capire un pò la dinamica dell'incidente ma appena arrivati vedo qualcosa di impensabile: L'autocarro che ha ucciso mio fratello è parcheggiato a tre metri da me!!! E' stato dissequestrato appena 13 giorni dopo l'incidente ed è già nel parcheggio della ditta PORCACCHIA TRASLOCHI, proprietaria del mezzo. Altro che mesi di sequestro, altro che "state tranquilli, tornate Lunedì". In sostanza, il PM mentre ci dava l'autorizzazione a vedere il mezzo, dava anche l'autorizzazione al dissequestro!!
Il nostro perito quindi non ha potuto fotografare l'autocarro in quanto dopo pochi giorni risultava revisionato e riverniciato, come nuovo.
Voglio aggiungere un particolare: la persona del deposito giudiziario che ci ha detto di tornare la settimana successiva per fotografare il camion, lo ha detto in buona fede ed ha anche aggiunto che ancora non era venuto nessun perito del PM per visionare il camion e che senza questo sopralluogo il mezzo non sarebbe stato dissequestrato. Quindi penso che le alternative siano due: o il perito del PM ha visionato il mezzo nelle poche ore (circa 24) intercorse da quando ho lasciato il camion al deposito a quando l'ho visto parcheggiato dalla DITTA PORCACCHIA TRASLOCHI, oppure NESSUN PERITO DEL PM HA VISIONATO IL CAMION. Forse un'occhiata all'autocarro andava data, visto che è stato immatricolato nel 1989, era pieno di ruggine e sembrava messo parecchio male. Forse gli andava controllato l'impianto frenante, dato che sulla strada sono rimaste (ancora ci sono) solamente le frenate delle gomme posteriori, come se le anteriori non avessero frenato per niente.
Ma ormai è tardi: il camion è stato rimesso a nuovo e le eventuali prove cancellate.
Nel prossimo post parlerò del deposito a Ponte Galeria dove è requisita la moto ormai da quasi 6 mesi.
Scritto il 05/12/06
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Oggi parliamo del deposito di Ponte Galeria, dove da quasi otto mesi è sequestrata la moto, nonostante la nostra richiesta di dissequestro, che ovviamente è stata rifiutata, mentre quella per il camion è stata accettata di buon grado e molto rapidamente. Già da questi fatti io ho avuto l'impressione che il pubblico ministero tentasse di scoraggiarci dal continuare a fare richieste pressanti per sapere la verità. Mi spiego meglio. La mia famiglia ha inoltrato presso l'ufficio che segue le indagini (mi viene da ridere per non piangere) molte richieste, tra cui la verifica tecnica dei mezzi, l'acquisizione dei tabulati telefonici delle persone coinvolte nell'incidente e nei soccorsi, l'acquisizione della registrazione telefonica della chiamata al 118, l'acquisizione dei filmati della scuola di polizia penitenziaria (che è a 200 metri dall'incidente), il ritiro della patente per il camionista (è evidente sia l'invasione di corsia, sia l'eccesso di velocità da parte del camion, ma nessuno ha pensato di ritirare la sua patente e lui si è rifiutato di fare gli esami tossicologici che invece, visto il personaggio, erano veramente importanti). Non ci crederete, ma quasi tutte le nostre richieste sono state eluse. Quelle a cui non è stata data risposta negativa, sono state ignorate o ancora non hanno portato risultati. Comunque delle opere del magistrato parlerò quando sarà tempo.
Dicevamo del deposito giudiziario.
Ovviamente la moto è stata immediatamente (e giustamente) sequestrata come elemento di indagine. Per questo abbiamo inoltrato al pubblico ministero la richiesta per analizzarla con il nostro perito. Ci è stata data l'autorizzazione e siamo andati a vederla il 10 Luglio 2006. Anche in questa esperienza non sono mancate le sorprese. La prima è che non si trovavano le chiavi della moto. Il dipendente del deposito che ci ha ricevuti le ha cercate senza trovarle. Così si è deciso di vedere se erano rimaste attaccate alla moto. La seconda sorpresa è stata che non sapevano dove fosse la moto e che quindi bisognava cercarla nel deposito. Mi rassegno al pressapochismo regnante e mi metto a cercarla. La trovo io e trovo anche le chiavi, che erano proprio attacate alla moto. E la moto non era al riparo, ma sotto il sole. Neanche stavolta avete letto male: una moto coinvolta in un incidente stradale mortale, viene conservata all'aperto, senza sapere di preciso dov'è e con le chiavi attacate. Allora penso: visto che sono 16 giorni che la moto sta in questo deposito all'aperto e con le chiavi attaccate, sicuramente il blocchetto di accensione si sarà ossidato e la moto non si accenderà. Così decido di provare ad avviarla (anche per togliermi il dubbio che mio fratello sia caduto per la rottura del motore) e, altra sorpresa, la moto si accende immediatamente. Miracolo!!! Una moto che è caduta a terra, che è rimasta a terra per tutto il tempo che la polizia faceva i rilievi, che sta ferma a cielo aperto da 16 giorni, si accende immediatamente al primo colpo! Chi ha un pò di esperienza di moto capisce la mia immensa sorpresa di fronte a questo evento. E capisce pure, come l'ho capito io, che quella moto non era affatto ferma da 16 giorni. Con la moto qualcuno ci è andato in giro in quei 16 giorni. Con la moto su cui è morto mio fratello. Con la moto che, visto come la tengono in deposito, non capisco perchè non la ridiano al proprietario, come avevamo richiesto con una istanza rigettata dal pubblico ministero.
Ma non basta: della moto mancava il bauletto, che si era staccato nella caduta. Dopo averlo cercato nel deposito, ci viene detto che il bauletto lo hanno i vigili urbani. Chiamiamo i vigile e loro dicono che non lo hanno. Quando andiamo via dal deposito ancora non si è chiarito chi ha questo bauletto.
Il giorno seguente ci chiamano dal deposito e ci avvertono che il bauletto è stato trovato: era ancora sull' autogrù che aveva portato via il mezzo dal luogo dell'incidente!
Giuro che mi veniva da vomitare. E mi viene tuttora.
Comunque...abbiamo fatto i rilievi e le foto. Anche in questa autorizzazione concessa dal PM, come in quella per il camion, non vi era esplicito riferimento all'uso della macchina fotografica, eppure in questo deposito non hanno fatto problemi. Anzi, ci hanno proprio lasciato soli a fare i rilievi. A tal punto che, se avessimo voluto, avremmo potuto portare via la moto senza nemmeno essere visti.
Ora vorrei farvi riflettere su quello che ci è successo.
Un sabato qualunque, mio fratello esce di casa e non torna più. Potete immaginare il dolore e lo sconcerto che può causare la perdita così improvvisa di una persona cara. Poi scopriamo che non è morto solo per una fatalità, ma ci sono responsabilità oggettive di altre persone. Quindi pensiamo che sia lecito avere giustizia. Invece ci scontriamo con un muro di divieti, di burocrazia, di inefficienze e di incompetenze. Quello che era un dolore profondissimo diventa una rabbia, un buco dentro che non avrà mai fine, perchè nessuno ha voglia di iniziare un processo che, se mai sarà celebrato, porterà a due anni di carcere per il camionista. Ovviamente non chiedo la pena di morte, ci mancherebbe. Ma la vita, qualsiasi vita da zero a 100 anni, vale qualcosa di più di 2 anni di carcere. Credo che, a forza di essere garantisti, tra poco le vittime dovranno anche chiedere scusa ai loro assassini. 
E, tornando indietro, sapete com'è iniziato tutto? con un semplice "ciao, torno subito".
Purtroppo lo si impara sempre troppo tardi: ogni momento è importante nella nostra vita che è così fragile. Non aspettate mai domani per dire a chi amate quando gli volete bene. Perchè le parole non dette sono quelle che poi fanno più male.
Ancora non posso dire nulla sul PM e non posso scrivere altre cose che so.
Non so quanto passerà da ora al mio prossimo post, ma spero che ci sia sempre qualcuno a leggere queste righe.
Quando si potrà fare trasferirò tutto il testo ed aggiungerò altri elementi in un sito vero e proprio.
Scritto il 05/02/07
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Notizie pessime arrivano dal tribunale.
Il pubblico ministero ha presentato, come avevamo previsto, l'istanza di archiviazione. Da sottolineare un'altra cosa incredibile: alla nostra famiglia non è stata MAI inviata comunicazione ufficiale di nulla. Come se Paoletto non fosse un nostro congiunto ma un perfetto estraneo. Se avete dei figli, immaginate come possa stare mia madre: le uccidono il figlio e nessuna delle istituzioni si prende la briga di comunicarle lo stato delle indagini, anzi le stesse istituzioni si impegnano al massimo per favorire colui che ne ha causato la morte! Dico questo perchè dai pochi stralci che mi sono giunti della istanza di archiviazione, si deduce che il PM ha cercato di dare in ogni modo alibi al camionista. Tutto questo nel rispetto di una legge non scritta ma molto osservata che è la seguente: il morto è morto, occorre proteggere il vivo. Lo volete sapere chi mi ha detto di questa "legge"? Un comandante di una caserma di Carabinieri. Evviva l'Italia.
Ovviamente abbiamo preso le contromisure che speriamo portino buoni frutti: abbiamo cambiato avvocato, affidandoci a quello che viene indicato come il miglior avvocato penalista d'Italia. Non vi dico chi è perchè ho paura che leggano queste righe anche persone che possano nuocere alla nostra causa.
L'ingaggio di questo avvocato ci obbligherà a richiedere un finanziamento alla banca, ma ovviamente questo non ci preoccupa. Piuttosto, quello che ci preoccupa è che non sappiamo se questo basterà a dare giustizia a mio fratello.
Sono troppo amareggiato per continuare, ma ci sarebbe altro da scrivere.
Scritto il 23/03/07
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Giungono dalla Procura buone notizie.
Siamo ancora aspettando notizie ufficiali, ma pare che il GIP (giudice per le indagini preliminari) abbia intenzione di rigettare la richiesta di archiviazione inoltrata dal PM e che abbia già pronti gli atti di citazione.
In breve, se sarà tutto confermato, avremo un processo!
Questo ci farebbe molto piacere e finalmente avremmo un riscontro positivo a quanto finora scritto in questo blog. Il reato da parte del camionista c'è e si vede benissimo. C'è anche però la tendenza delle forze dell'ordine e degli uffici giudiziari a considerare routine gli incidenti stradali. 
Alle persone che lavorano in questi ambiti, come a quelle che lavorano nei reparti di ospedale, bisognerebbe ricordare che hanno a che fare con esseri umani che hanno sentimenti e che diventano ancora più sensibili e fragili di fronte ad eventi traumatici. Noi, come tanti altri, abbiamo trovato dei muri invalicabili e siamo stati trascurati in un modo che non mi sarei mai aspettato.
Ad esempio dalla Procura non ci è mai arrivata nessuna comunicazione, nè dell'apertura dell'indagine, nè della richiesta di archiviazione, come se non ci fossero legami tra Paolo e la sua famiglia, come se non ci riguardasse conoscere i provvedimenti presi dalle autorità a seguito della morte di mio fratello.
Speriamo di poter confermare a breve le decisioni del GIP.
Scritto il 14/05/07
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Le novità sono due:
1) ho aggiunto un album con 2 foto che ritraggono cosa abbiamo fatto sul luogo dell'incidente di Pierpaolo.
2) è stata fissata la data dell'udienza nella quale il gip deciderà se accettare la richiesta di archiviazione presentata dal pubblico ministero oppure rinviare a giudizio l'indagato per omicidio colposo.
Ovviamente ci auguriamo questa seconda ipotesi, altrimenti dovrò completamente rivedere i miei convincimenti sulla società che, nonostante tutto, ancora vorrei inculcare in mio figlio.
Ieri io e mia madre siamo stati dall'avvocato e lei ha detto una frase: è la società che crea i suoi mostri.
Se non si avrà giustizia credo proprio che di mostro ce ne sarà qualcuno in più in giro.
Scritto il 18/09/07
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Le notizie che arrivano dal GIP sono buone. E' stata finalmente richiesta una perizia del Tribunale sulla dinamica dell'incidente.
Questa procedura doveva essere seguita dal Pubblico Ministero che invece si è completamente disinteressato al caso, facendo trasparire insofferenza per una poco pubblicizzata indagine per omicidio colposo.
Persone come il PM che ci è capitato sono il male della giustizia italiana. Quando si capita nelle mani di queste persone si perde completamente la fiducia nelle istituzioni ed anche uno come me, che ha sempre avuto ideali civili e politici radicati, si ritrova a fare cattivi pensieri perchè ci si sente nudi ed indifesi di fronte a cose più grandi di noi.
Ho letto sul sito della rivista "quattroruote" un intervento di un signore che parlava di me e di questo blog e credo che questo signore abbia centrato il punto: siamo stati lasciti soli dalle istituzioni che in un caso come quello di mio fratello avrebbero dovuto starci accanto tutelando il nostro dolore perseguendo con la dovuta perizia tutte le strade per conoscere la Verità.
Speriamo che ora grazie al GIP si riesca a fare un pò di luce.
Scritto il 24/10/07
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Ieri abbiamo avuto un'importantissima notizia: ci sarà il processo.
L'indagato per l'omicidio di mio fratello è stato rinviato a giudizio per omicidio colposo. Non si è avverato quindi quanto ci aveva detto quando siamo andati a "trovarlo" pochi giorni dopo l'incidente.
Con aria spavalda e davanti a mia madre (senza il minimo rispetto per una madre) aveva affermato " tanto numme fanno gniente ". Ora, quantomeno, dovrà difendersi con argomenti validi davanti ad un giudice. A noi quel giorno ha detto tante di quelle palle ed in un modo che ci ha fatto rabbrividire. Io non avrei parlato in quel modo neanche di fronte al padrone di un cane investito.
Abbiamo inoltre un'altra ottima notizia: una persona ci ha contattati dicendo che era presente sul luogo dell'incidente e che ha visto delle cose MOLTO interessanti e che sarebbe disposta a testimoniare. Nei prossimi giorni avremo un incontro e sentiremo cosa ha da dirci.
Aspettiamo quindi la data dell'udienza preliminare che vedrà sul banco degli imputati il camionista Pietravalle che ha investito Pierpaolo alla guida di un autocarro della ditta PORCACCHIA EGIDIO TRASLOCHI. Secondo noi anche la PORCACCHIA EGIDIO TRASLOCHI ha responsabilità nell'incidente, ma questa è una cosa che valuteremo con il nostro grande (e caro...) avvocato.
Scritto il 04/03/08
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Ecco la "poesia" che mia madre ha scritto in merito alla partita che da due anni facciamo in memoria di mio fratello Pierpaolo. Non è particolarmente curata nella metrica, ma si sente che viene dal cuore di una madre che ha perso il suo figlio più caro, il più piccolo di casa.
" A Paolé,
semo sicuri che ce stai a guardà
la tra le stelle ce sei pure Tu.
Amici e parenti tui te stanno a ricordà
in quer giorno che te ne sei annato
senza salutà.
E pe fatte vedé quanto ce manchi
se fanno sta partita tutti quanti,
così cò la fatica e il sudore
te famo ride de core
e semo sicuri che penserai
<ma guarda sti cojoni,
me vonno bene e sò tanti>
e co la bocca da bacione
ce saluterai a tutti quanti".
Scritto il 17/08/08
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Finalmente scrivo per dare una buona notizia: abbiamo ottenuto il rinvio a giudizio dell'imputato per l'omicidio di Pierpaolo.
Il giudice per l'udienza preliminare ha rigettato la nuova richiesta di archiviazione presentata dal Pubblico Ministero ed ha mandato a processo l'imputato. A Gennaio ci dovrebbe essere la prima udienza processuale.
A proposito del P.M. c'è da dire parecchio...
Inizio con il riassumere la sua tesi di "accusa", che altro non era che la difesa dell'imputato.
Questo magistrato ha diviso il caso in tre punti: la velocità, il nesso eziologico e la prevedibilità. Leggete bene quello che ha detto, mi raccomando.
La velocità: in merito a questo punto non ha avuto nient'alto da dire che l'imputato era colpevole, visto che sia i rilievi stradali, sia il cronotachigrafo del camion davano per accertata una velocità di oltre 50 Km/h. Pertanto, in modo assai rapido, è passato oltre.
Il nesso eziologico: con questa terminologia si intende la causa della morte. Il P.M. ha sollevato dubbi sul fatto che Pierpaolo fosse ancora in vita al momento dell'investimento, portando come vacillante prova il fatto che il medico legale non aveva dato come assolutamente certo il fatto. Vi dico solo (se non l'ho già fatto) che il medico legale ha fatto solo un esame esterno del corpo di mio fratello, senza una vera autopsia (perchè così era stato richiesto espressamente dal P.M.). Forse se fosse stata richiesta una vera autopsia si sarebbe potuto accertare la causa della morte, ma il P.M. ci disse che l'autopsia era inutile visto che la causa della morte era chiara. Ora non lo era più!!
Pertanto, non potendo sapere se l'investito era vivo o morto, il P.M. ha fatto intendere che non si poteva rinviare a giudizio un uomo per omicidio se poi forse omicidio non era. Non fa una grinza: prima non si accerta la causa della morte, poi si chiede l'archiviazione perchè la causa della morte non è certa!
Mi viene da pensare: anche se le ferite riportate nella caduta fossero state gravi (e non lo erano) potevano aver portato ad una morte istantanea, ricordando che Paolo indossava regolarmente il casco e che la sua velocità era di circa 30 Km/h? Secondo il medico legale no. Infatti lui ci dice che la morte è sopraggiunta entro 2 minuti dal trauma che l'ha causata e non sono certo passati 2 minuti dalla caduta all'investimento.
La prevedibilità: come già detto, l'investimento purtroppo è avvenuto praticamente sulla riga di mezzeria che divide le opposte corsie di Via di Brava, leggermente dentro la corsia di percorrenza del camion. Per il P.M. quindi l'investimento è avvenuto perchè il corpo di mio fratello ha invaso la corsia del camion. Poteva pertanto il camionista prevedere che un povero Cristo sarebbe caduto dalla moto per cause non accertate (neanche queste...) e sarebbe finito sulla sua corsia? Secondo il P.M. no, non poteva. Quindi il camionista sarebbe potuto andare anche a 200 Km/h e per il P.M. sarebbe stato innocente, dato che non era prevedibile il fatto. Sembra normale una cosa del genere? Per il nostro P.M. io avrei diritto di andare in giro a qualsiasi velocità e se mi capitasse di ammazzare qualcuno che non attraversa sulle strisce potrei anche chiedergli il risarcimento danni.
In conclusione il P.M. richiede l'archiviazione in quanto non si potrebbe rinviare a giudizio per omicidio colposo uno che andava solo al doppio della velocità consentita in quel tratto, un tizio che forse ha investito uno che era morto o che comunque sarebbe morto (quindi valeva come carta straccia) e che poverino neanche poteva prevedere di trovarsi dopo una curva cieca il corpo di un ragazzo a terra. 
Alla fine di questo orrore, per fortuna, ha parlato il nostro avvocato, il quale ha dovuto ribattere punto su punto all'accusa (che doveva essere contro l'imputato ma che invece era contro mio fratello).
Ha contestato in particolare il punto in cui si sollevavano dubbi sulla causa della morte, in parte dicendo ciò che vi ho appena scritto io, in parte snocciolando dei dettagli tecnici rilevati sul corpo di Pierpaolo (che non vi dirò ma fanno rabbrividire) e facendo riferimento alle conclusioni del medico legale, il quale con il solo esame esterno del corpo non può dare assoluta certezza (ci sarebbe voluta l' autopsia per questo) ma ritiene senza timore di smentita che sia stato il sovrastamento dell'automezzo sul corpo di Pierpaolo a causarne la morte.
In merito al discorso sulla prevedibilità, l'avvocato si è fatto quasi una risata: se gli incidenti fossero prevedibili, non sarebbero incidenti. Per prevenire gli incidenti esiste il codice della strada e nel nostro caso un mezzo che viaggia ad oltre 50 Km/h su una strada dove il limite è 30 Km/h è palesemente in violazione di detto codice. Non parlando poi del fatto che, dai rilievi tecnici, si deduce che SE il camion fosse andato a 30 Km/h non ci sarebbe stato investimento. Quindi non ci sarebbe stato un omicidio.
E ancora, non considerando che con tutta probabilità è stato lo stesso camion a causare la caduta di mio fratello dalla moto: infatti date le caratteristiche della strada (curva cieca con strettoia) e data la velocità del camion, sicuramente l'automezzo ha invaso completamente la corsia di Paolo durante la percorrenza della curva. Quindi Pierpaolo si sarebbe trovato la strada sbarrata da un camion di 12 metri, perdendo per questo il controllo della moto.
Alla fine è toccata la parola all'avvocato difensore dell'imputato. Non vi dico quello che ha detto perchè potrei essere offensivo nei suoi confronti. 
Quel che conta è che il giudice ha respinto la richiesta del P.M., ritenendo (come noi) non corretta la sua ricostruzione dei fatti, decretando il rinvio a giudizio dell'imputato.
Ora ci aspettano delle battaglie ancora più dure. Il dibattimento non sarà facile e si dovranno sentire cose ancora peggiori di quelle ascoltate nell'udienza preliminare.
Ci godiamo intanto questa vittoria, che è la vittoria della giustizia sugli intrallazzatori. Ed è una vittoria che dedichiamo a tutti quelli che leggono questo blog e che ci sostengono con il loro pensiero e le loro parole.
Scritto il 19/10/08
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il 22 gennaio si è celebrata la prima udienza del processo per l'omicidio di Pierpaolo. In realtà il processo non è partito in quanto mancava la citazione della controparte civile, quindi è stato tutto rinviato a marzo. Anche allora poi si avrà un nuovo rinvio in quanto si dovranno presentare le liste testi e si dovrà notificare loro la convocazione. In sostanza il processo avrà il suo vero inizio verso Maggio, a quasi 3 anni dall'evento che lo ha generato.
Questo mi da conferma del fatto che la giustizia in Italia sia in condizioni pietose. Da quanto so si aprono più di 30000 processi l'anno solo a Roma e credo che se ne chiudano meno di 1/3.
Anche se devo dire che l'impegno dei giudici è notevole: il nostro giudice in circa 4 ore ha preso in esame 30 processi, con una velocità incredibile. E' vero che si trattava quasi esclusivamente di processi allo stato iniziale, che venivano rinviati per la convocazione dei testi, però sento di dover lodare la professionalità del giudice.
Altra cosa da sottolineare è che di imputati ne ho visti solo due: uno che era detenuto per altro motivo (quindi lo hanno accompagnato con la camionetta) ed un signore distinto ed evidentemente preoccupato. Negli altri 28 processi si è proceduto in contumacia, ossia in assenza dell'imputato. la sensazione è che questa giustizia non faccia paura più a nessuno. Tantomeno a quel tizio che ha sradicato Pierpaolo dalla vita che tanto amava e che non si è mai presentato di fronte a chi lo doveva giudicare per omicidio.
Scritto il 27/01/09
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alcuni giorni fa si è celebrata la seconda udienza per il processo contro il "presunto" omicida di mio fratello che si è conclusa in brevissimo tempo. Infatti durante l'udienza si è solamente presentata la richiesta di convocazione del responsabile civile (il proprietario dell'autocarro, Porcacchia traslochi) da parte del nostro difensore ed il giudice ha proceduto con l'acquisizione di tale richiesta e ha fissato una nuova udienza tra 2 settimane per emettere la convocazione stessa. Quindi anche la prossima udienza potrebbe durare 5 minuti, il tempo che il giudice enunci la formula di rito e nuovamente tutti a casa. Per la successiva udienza si dovranno attendere i tempi tecnici previsti per la convocazione del responsabile civile e si parla di circa 60 giorni. Si andrà a finire probabilmente a settembre 2009 ma il vero processo inizierà solamente nel 2010. Ci vuole molta pazienza.
Scritto il 06/04/09
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si è tenuta l'ennesima udienza del processo che vede imputato l'investitore di Pierpaolo e, come previsto, si è nuovamente rinviato per la convocazione del responsabile civile a Luglio.
Tutto procede come previsto, quello che non si può ad oggi prevedere è la conclusione del processo. Quando comincerà il dibattimento (credo a Ottobre) si potrà intravvedere qualcosa.
Scritto il 29/04/09
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come detto si è tenuta l'ultima udienza "tecnica" prima del vero inizio del processo, fissato per Dicembre. In questa udienza ci saranno i primi interrogatori dei vigili urbani, del teste (falso), dell'imputato (che non ha mai partecipato alle udienze a dimostrazione di quanto gli interessi), del medico legale.
Quella del medico legale sarà la deposizione più importante e più snervante per noi, dato che si scenderà in dettagli e forse sarebbe meglio per mia madre non partecipare ma già so che sarà impossibile.
Vi farò sapere data orari e luogo dell'udienza perché ci farebbe piacere avere una partecipazione importante almeno per questa udienza, in modo da far capire a tutti che c'è ancora tanta gente che non si rassegna all'ingiustizia imperante e all'indifferenza che circonda le morti sulle strade, come se fosse un prezzo ovvio da pagare.
Scritto il 30/07/09
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ieri alle 14.15 si è celebrata la prima udienza istruttoria del processo contro l'omicida che ha ucciso Paoletto. Una udienza tutto sommato positiva.
Non nascondo che ormai la tensione dentro casa nostra era a livelli altissimi, non sapevamo cosa aspettarci e soprattutto la convocazione del medico legale ci procurava un'ansia che non vi dico.
Avevamo tutti paura di ciò che avremmo potuto ascoltare.

In realtà l'udienza era fissata alle 12.00 ma prima si doveva celebrare udienza di un processo per stalking che è stata interminabile

Per la nostra udienza erano stati convocati i verbalizzanti ossia i vigili urbani e il medico legale che ha fatto l'esame esterno sul corpo di Pierpaolo.
Il medico legale non si è presentato e il giudice, in accordo con tutte le parti, ha recepito la sua relazione originale, senza bisogno di sentirlo dal vivo. Questo ci ha immediatamente tranquillizzato. Io so cosa ha scritto il medico nella sua relazione e il pensiero di farlo ascoltare a mia madre in aula mi preoccupava. Meno male.

I vigili erano presenti invece e uno di loro è stato interrogato. Devo dire che, nonostante gli errori che gli contestiamo in sede di rilievi, ciò che ha detto lo rivaluta in parte. E' stato molto chiaro nel sottolineare la pericolosità della strada, l'evidenza dell'eccesso di velocità del camion, l'assoluta certezza dell'invasione di corsia da parte del camion durante il passaggio nella curva che precede l'investimento (lasciando intendere che la causa della caduta di Paolo fosse proprio a causa di questa invasione), la presenza di numerosi segnali di pericolo presenti sulla carreggiata dell'autocarro. Insomma ha recuperato in parte agli errori commessi sul posto il giorno dell'incidente e per questo gli siamo grati. Anche perchè ho visto il giudice particolarmente interessato e poi convinto della versione data dal vigile.

Il nostro avvocato ha provato, senza però trovare sponda nel vigile urbano, a puntare il dito contro i carabinieri, chiedendo come mai il suo intervento era iniziato alle 15.30 mentre l'incidente risaliva alle 14.40. Il vigile ha risposto di aver ricevuto la segnalazione alle 15.10 dalla centrale e di non sapere chi avesse richiesto l'intervento ma ha sottolineato che al loro arrivo il corpo era già stato portato via, aggiungendo a quanto detto una espressione che faceva intendere di essere stato sorpreso da tale situazione.

E qui in pratica è finita l'udienza. Il giudice ha quindi richiesto per la prossima udienza, fissata al 19 Maggio 2010, la presenza del testimone, dell'imputato e del perito stradale del tribunale. Ha dichiarato poi di voler arrivare a giudizio entro il 2010 e questo mi ha dato l'impressione che il giudice avesse le idee chiare su cosa fare. Spero di aver capito bene le sue intenzioni.
Scritto il 22/12/09
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dopo tanto tempo che non scrivo eccomi ad aggiornarvi sull'attuale situazione riguardante il processo. Oggi si è tenuta una nuova udienza e come previsto sono stati ascoltati il testimone oculare, il consulente tecnico del Tribunale e quello dell'assicurazione del camion.
Per quanto riguarda il testimone, che noi credevamo in qualche maniera avverso (siamo ancora convinti che in realtà si tratti di un falso), devo dire che la sua testimonianza rilasciata davanti al giudice è stata tutto sommato positiva. Non ha saputo precisare quale fosse la velocità dei due mezzi, ha ammesso di essersi sbagliato nel valutare la distanza a cui si trovava dall'incidente (aveva detto di essere a trecento metri ma a quella distanza, essendoci diverse curve di mezzo, non avrebbe visto nulla) e non ha saputo dire se quando ha visto Paolo cadere ci fosse già di fronte a lui e visibile l'autocarro, dicendo che era troppo concentrato sulla moto per vedere altro. L'unica cosa di cui si sentiva certo (e questo ci ha favorito) è che tra scooter e camion non c'era stato contatto.

Il perito del tribunale invece è stato molto preciso e dettagliato. Ha affermato con decisione che, secondo i suoi calcoli, se anche Pierpaolo fosse andato a 30 o a 60 Km/h l'nvestimento ci sarebbe stato comunque mentre ciò che realmente ha causato l'investimento è stata la velocità dell'autocarro, rilevabile attorno ai 50 Km/h. Infatti se il mezzo fosse stato entro i 30 Km/h non ci sarebbe stato il sormontamento del corpo di Paolo e oggi saremmo stati a parlare eventualmente di lesioni e non di omicidio. Queste affermazioni chiaramente hanno fatto innervosire la controparte che ha provato con diverse domande a far vacillar la convinzione del perito che invece ha ribadito tutto quanto detto e scritto. E forse hanno anche portato il perito dell'assicurazione al tentativo estremo che vi racconto ora.

Questo essere chiamato a perorare la causa del "presunto omicida" ha proposto dei calcoli che lui, dall'alto della sua scienza, ha fatto basandosi sui "dati certi e rilevabili" (sue parole). Tutti questi calcoli di cui sopra lo hanno portato alla convinzione che al momento dell'impatto tra il camion e il corpo di mio fratello, il camion fosse FERMO. Pronunciate queste parole, in aula è scoppiato il putiferio: mia madre ha lanciato un urlo ed è stata allontanata dall'aula e si è dovuta sdraiare su una panca perché colta da malore; il (la) giudice , ristabilita la calma, ha presteso spiegazioni dal tecnico in maniera piuttosto veemente. In sostanza gli ha detto: "in questo processo si sta parlando di un ivestimento, lo dichiarano il testimone, il medico legale e il tecnico del tribunale, mentre lei mi vuole dire che il camion era fermo al momento dell'impatto con il motociclista. Ma l'ha letta la perizia del medico legale? Parla di segni di ruota sul torace, mi spiega come se li sarebbe procurati il deceduto?" Non avete potuto vedere la faccia con cui il giudice diceva queste parole ma lo potreste capire se vi dico che da quel momento in poi il tecnico dell'assicurazione è impallidito, poi ha inanellato una serie di corbellerie e di inesattezze, fino al punto che il tecnico del tribunale è voluto reintervenire per smentire quanto detto dal collega. Quello dell'assicurazione ha fatto una tale figura che poi non ha voluto replicare, dicendo che si sentiva poco bene e non ne era in grado.
Insomma, pensavo di aver sentito e visto quasi tutto in questa vita ma che mio fratello si fosse infilato sotto un camion fermo, lo avesse quindi alzato di forza, facendosi passare sopra da una ruota, beh, è una cosa che non mi sarei mai sognato di sentire in un'aula di tribunale.
Da quel momento in poi il giudice è sembrata eusausta e non vedeva l'ora di porre fine a quello che era diventata una commedia più che un processo. Ha praticamente liquidato anche l'ultima carta della difesa dell'imputato che voleva far passare delle macchie presenti sul primo disegno della polizia municipale come delle prove certe e inconfutabili che Pierpaolo procedeva a velocità elevata. Gli è andata male anche questa: quei segni non erano presenti sul disegno ufficiale del verbale dei vigili urbani e inoltre il primo disegno non era neanche in scala e pertanto i calcoli fatti dal genio dell'assicurazione erano tutti sbagliati, essendo basati proprio su quello.

Ci riteniamo quindi soddisfatti al momento ma di certo non abbassiamo la guardia perché, visti anche i precedenti, non si sa mai.
Alla prossima udienza che si terrà a Luglio, l'avvocato dell'imputato ha affermato che forse interverrà anche l'ìmputato stesso (ci fa la grazia). Io spero proprio che sia così, almeno il giudice avrà modo di guardarlo e rendersi conto di che individuo si sta parlando.

Grazie di cuore a coloro che ci seguono e ci danno la forza di proseguire in questa battaglia.
Scritto il 19/05/10
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oggi è un gran giorno, uno dei giorni più importanti della nostra vita. Dopo 3 interminabili ore passate nell'aula 16 del tribunale penale di Roma, abbiamo ascoltato le parole che attendevamo da 4 anni: si condanna Pietravalle Roberto alla pena di anni 2 e mesi 6 di reclusione per omicidio colposo commesso ai danni di Pierpaolo Dell'Otto. Parole ancora più dolci dopo aver sentito le richieste del PM e le conclusioni degli avvocati della parte civile e della difesa. Purtroppo anche in questa udienza ci è capitato un Pubblico Ministero di quelli fuori dalla realtà. Quando il guidice gli ha chiesto di trarre le sue conclusioni, lui ha risposto dicendo: si richiede l'assoluzione dell'imputato per non aver commesso il fatto. Così, senza una spiegazione alla sua richiesta di assoluzione, come se in 4 anni si fosse discusso di niente, visto che l'imputato non avrebbe commesso il fatto. Ma se così fosse, mio fratello sarebbe vivo e non trovandolo accanto a me mi sono chiesto: chi ha commesso il fatto allora?
Deve esserselo chiesto anche il Giudice che ha guardato il PM con un'aria tra il sorpreso e lo schifato.
Poi la parola è passata al nostro avvocato che ha sottolineato l'estemporaneità della richiesta del pubblico ministero e poi è passato a spiegare perchè invece il fatto era stato commesso e proprio dall'imputato. Non ha tralasciato neanche i particolari più agghiaccianti ma è sicuramente servito a togliere qualsiasi dubbio al Giudice. Infine hanno parlato gli avvocati del responsabile civile (Porcacchia traslochi) e della difesa dell'imputato ma le loro parole non hanno portato i frutti sperati, anche perchè non avevano molto da dire visto che i fatti durante il processo erano già stati chiariti e portavano in un'unica direzione: la condanna.
Poi abbiamo dovuto attendere più di un'ora per avere la sentenza, infatti erano le 14.30 quando il giudice si è ritirata in camera di consiglio e chiaramente doveva anche mangiare. Alle 15.40, quando ha pronunciato la sentenza di condanna, tutte le paure e le ansie accumulate in questi anni si sono dissolte siamo tutti scoppiati a piangere. Finalmente abbiamo vinto e Paoletto ha ricevuto giustizia.
Ora speriamo davvero di aver vinto la guerra oltre che la battaglia e sia veramente finita qui, senza bisogno del processo civile e di ricorsi penali. Siamo stanchi e molto provati psicologicamente, in 4 anni ci siamo invecchiati come se ne fossero passati 20. Abbiamo bisogno di tranquillità e di recuperare le forze per continuare a vivere le nostre vite e a crescere i nostri figli.
Scritto il 05/07/10
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24/06/2006 giornata calda, la prima vera giornata di estate che fa volare i tuoi pensieri verso il mare. Quell'estate che aspetti da anni: l'estate in cui potrai spendere i primi soldi messi da parte con il tuo lavoro, con il tuo sudore, soldi onesti e meritati, soldi di una persona che ha saputo trovare in se e negli altri la forza di farsi largo tra i mille problemi che la vita ti presenta.
Ne hai così fame di quella estate che pensi di poterne assaggiare un pezzetto e di andare al mare già l'indomani e cominci i preparativi; gli asciugamani, il costume, le infradito...già...le infradito. Quelle non si trovano, quindi chiami mamma e chiedi a lei. Forse le ha buttate perché erano rotte o forse non ricorda dove siano e ti promette di accompagnarti più tardi a comprarne di nuove.
Ma tu hai fame e ansia di vivere quell'anticipo di estate, come se sentissi la necessità di fare in fretta. Così ti avvicini a me che sono al computer, proprio come ora, e mi dici "domani vado al mare, adesso esco, torno subito". Io ti guardo gesticolare mentre mi dici queste cose e rido prendendoti in giro. Così esci per andare a comprare da solo queste maledette infradito e a me rimane questa ultima immagine di te accanto a me. Mi avevi detto che saresti tornato subito e invece ti sono venuto a cercare io e ti ho trovato sotto un lenzuolo dell'aurelia hospital.
Da quel momento tutto è stato diverso. Nessuna emozione, nessuna esperienza è potuta più essere la stessa. La nascita dei miei figli e dei nipoti, le vittorie nei processi contro il tuo assassino, tutto per me è diventato gioia e dolore assieme perché tu non eri con me.
Oggi è il 24 Giugno 2011, sono passati 5 anni ma la giornata è la stessa di allora. Sembra di stare fuori dal tempo, pare come se dovessi tornare oggi, come dovevi tornare quel giorno.
Ma non sarà così, ci sono cose che non possono essere cambiate e la tua partenza è una di quelle. E' una delle cose a cui ci dovremo abituare ma se non lo abbiamo fatto in cinque anni mi chiedo: quando ci riusciremo ? Quando riusciremo a non pensare a te nel mezzo di un discorso e rimanere a bocca aperta muti, come se ci avesse colpito un fulmine nell'anima?
Io credo mai. Fino all'ultimo giorno della mia vita sarà così e spero davvero, anche se non ci credo, che ci sia un posto dove incontrarci e poterti dire le cose che non ti ho detto quando eri qui accanto a me e raccontarti, se non le hai viste, le cose che sono successe in tua assenza.
Intanto ti auguro di poter essere accanto a papà, su una barca in mezzo al mare a pescare e a prendere il sole. Così vi voglio immaginare oggi, in questa giornata di estate che ti ha portato via.
Un bacio da tuo fratello
Scritto il 24/06/2011
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